IL COMUNE
Superficie: 40,85 km²
Popolazione: vedi prospetto anagrafe
Strutture Alberghiere ed Extralberghiere
23 Alberghi - 1 Campeggi – 2 affittacamere – 1 rifugio – 1 agritur – 730 ca. appartamenti ceduti in locazione
Presso gli uffici informazione dell’Azienda di Promozione Turistica Altopiano di Piné Valle di Cembra sono a disposizione le liste con i nominativi dei proprietari, le caratteristiche generali ed i periodi di disponibilità degli appartamenti ceduti in locazione. I contatti successivi vanno effettuati direttamente con i locatori, con i quali sono da concordare tutte le condizioni d’affitto.
Cenni storici
Le prime notizie documentate sono del 1160: da esse sappiamo che Piné era Pieve (plebs-comunità", che era possesso terriero dei canonici della Cattedrale di Trento e che vi era un Castello, quello di Belvedere. Il luogo, cioè, comprendeva le tre grosse realtà medioevali: comunità, latifondo ecclesiastico e autorità feudale. La Magnifica Comunità pinetana (1253: “Comunitas de Pinedo”) comprendeva i limiti della Pieve, vale a dire anche Fornace, Lona, Lases e, in un primo tempo, sembra lo stesso Albiano.
La Magnifica Comunità pinetana che, sempre attraverso i secoli, gelosamente difese contro l’invadenza dei vicini signori feudali la sua libertà e le sue istituzioni democratiche, fu sciolta nel 1875 Attivo fu il fenomeno di osmosi di coloni tedeschi tra il Pinetano e la vicina Valle dei Mòcheni. L’oasi tedesca era soprattutto compresa nell’area Miola-Vigo-Montagnaga-Faida.
La colonia tedesca mantenne usi, costumi e lingua per circa quattro secoli e venne infine assorbita dalla originaria popolazione a insediamento romanico.
Sempre nel Medioevo, il Pinetano rivestì una certa importanza data la presenza dell’antico castello di Belvedere. Era custodito dai signori di Belvedere, un ramo dei da Fornace, vassalli del Vescovo di Trento. Verso la metà del XIII sec. Vi si rifugiò il Principe Vescovo Egnone dei conti di Appiano. I castellani di Belvedere spariscono improvvisamente dalla storia nella seconda metà del secolo. Pare che la roccia sia stata atterrata dai Pinetani verso la fine del Duecento o nei primi anni del Trecento onde sottrarsi alla soggezione feudale diretta.
Lo spirito di indipendenza dei Pinetani e la loro impulsiva avversione all’oppressione trovano una chiara conferma nella loro adesione alla sollevazione, a carattere sociale, dei contadini del 1525. Nel novembre del 1796 e nell’anno successivo la valle fu teatro di ripetuti scontri tra reparti napoleonici e compagnie di bersaglieri tirolesi locali, cembrani e fiemmesi. La vicenda moderna di Piné è contraddistinta da un rapido, radicale mutamento di economia dopo la profonda diaspora dell’emigrazione, continentale e americana, tanto che l’altopiano si è inserito tra le più note e frequentate stazioni turistiche della regione.
Nel XIV secolo parte del territorio comunale fu interessato ad una forte immigrazione di coloni tedeschi, qui giunti per dissodare le pendici occidentali di Costalta.
Nell'occupazione francese del 1796 anche sul territorio comunale si ebbero scontri fra le truppe napoleoniche e le milizie trentino-tirolesi.
Nel 1866 le avanguardie delle truppe italiane comandate dal generale Medici giunsero fino a Baselga.
Nel decennio 1865-1875 venne sciolta la Magnifica Comunità pinetana e istituiti i comuni di Baselga, Bedollo e Miola; successivamente quest'ultimo fu unito a Baselga.
Economia
Alla tradizionale economia silvo-pastorale, integrata dall’industria turistica, da quella del porfido e del legname, si affianca la coltivazione dei piccoli frutti: fragole, ribes, lamponi, more e mirtilli. Di rilevanza, inoltre, la disponibilità di prodotti del sottobosco con un patrimonio micologico particolarmente interessante.
Folclore
Le numerose feste di paese e le diverse manifestazioni organizzate rappresentano un patrimonio inestimabile di una cultura popolare che trova nell’associazionismo un’espressione intensa e vivace. Molti gruppi musicali, cori di montagna – corpi bandistici – corali polifoniche, di Baselga che assieme ai gruppi operanti negli altri comuni dell’ambito PinéCembra caratterizzano un’area tra le più significative del Trentino.

Escursioni
Molte e diverse le opportunità escursionistiche che offre il territorio dalla passeggiata alla riserva naturalistica del Laghestel alla scoperta della Marmitta dei Giganti a Ricaldo, dal percorso medio-facile per la Cascata del Rio Negro all’escursione più impegnativa al rifugio Tonini. Presso gli uffici informazione dell’ente turistico è disponibile la cartina dei sentieri.

Lago di Serraia (970 m s.lm.)
Si stende in una verde conca ai piedi del Monte Costalta (m 1955). Il bacino lacustre è stato originato da sbarramento di valle in regione glacializzata. È lungo m 1250, largo m. 525, profondo m 16. È discretamente pescoso ed è luogo di gare di pesca sportiva.
Riserva naturalistica del Laghestel: Vigo – loc. Ferrari
Racchiude un lembo di ambiente naturale quasi intatto, di grande interesse scientifico per la presenza del bosco, interrotto da torbiere e paludi dove trovano rifugio numerose specie della flora e della fauna. La riserva naturalistica del Laghestel è caratterizzata dalla presenza di un piccolo lago che presenta un fenomeno di arrossamento dovuto alla proliferazione, per elevati fattori termici, dell'alga Euglena viridis sanguinea.
Tennis, equitazione, tiro con l’arco, pesca, orienteering, vela, windsurf, bocce, escursioni a piedi o in mountain bike, minigolf, calcio, pattinaggio.
Sport invernali
Pattinaggio, pattinaggio velocità e artistico, sci, fondo, curling, hockey, broomball.
Strutture sportive
ICE RINK PINÉ Stadio Olimpico Artificiale di pattinaggio velocità, artistico ed hockey, minigolf, centri equestri, centro per il tiro con l’arco, campi bocce, piscine annesse ad esercizi alberghieri.
Notizie tratte da:
· “Le Valli del Trentino – Trentino Orientale” di Aldo Gorfer – Ed. Manfrini
· articoli pubblicati su vari numeri delle riviste di informazioni turistiche “PinéCembra Turismo Notizie” – Ed. APT PinéCembra.

